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Scritto da Redazione
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Giovedì 17 Maggio 2012 17:26 |
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La nuova App porta sui tablet Apple (e Android) il servizio già disponibile per computer, consentendo così di creare e inviare corrispondenza in ogni momento e dovunque ci si trovi. Ma anche di tenere sempre sotto controllo lo stato del recapito.
L’operatore privato del mercato postale italiano TNT Post dà notizia di aver creato la prima app che permette di creare e spedire corrispondenza – senza limite di volume - direttamente dal proprio tablet, in qualsiasi momento e dovunque ci si trovi.
Pensata per consentire agli utenti di fruire in chiave mobile di tutte le funzioni del servizio Formula Ibrida, attivo dal novembre 2011 sul sito TNT Post, la nuova App è disponibile per il download gratuito dall’iTunes Store e dall’Android Market.
Oltre a consentire di creare e inviare corrispondenza in modalità digitale, l’App dà la possibilità di consultare in ogni momento lo stato di recapito di ogni singolo invio attraverso la tecnologia satellitare della piattaforma Formula Certa del servizio di recapito di TNT Post.
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Scritto da Redazione
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Giovedì 17 Maggio 2012 17:17 |
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Il nuovo sistema consente a un annuncio pubblicato sulla propria bacheca di avere la maggiore visibilità possibile, prevalendo sui messaggi di stato altrui. Il servizio costa due dollari; il pagamento avviene tramite carta di credito.
Negli ultimi giorni gli annunci che vedono protagonista Facebook si susseguono con un ritmo inusitato. Il motivo principale è di certo l'imminente collocazione in borsa del social network fondato da Mark Zuckerberg. Così, dopo l'acquisizione di Instagram, Glancee e la recentissima presentazione dell'App Center, uno strumento che vuol fungere da punto di riferimento per il download e l'installazione di applicazioni per sistemi desktop e dispositivi mobili, Facebook vuole evidentemente dimostrare agli investitori di avere tutte le carte in regola per esplorare nuove metodologie che possano rimpinguare ulteriormente le casse aziendali.
Si inquadra in quest'ottica l'iniziativa Highlight, un meccanismo che consentirà agli iscritti a Facebook di evidenziare il proprio "status" all'interno del network sociale. A pagamento.
Sì perché gli interessati dovranno sborsare 2 dollari per fare in modo che un annuncio pubblicato sulla propria bacheca ottenga la maggiore visibilità possibile, "prevalendo" sui messaggi di stato altrui. "L'obolo" potrà essere versato a Facebook utilizzando una qualunque carta di credito appartenente ai circuiti supportati o prelevando il denaro da un account PayPal.
È altamente probabile che la nuova funzionalità possa essere sfruttata anche da chi utilizza Facebook per fini promozionali e di marketing. Si tratta infatti di uno strumento in più per godere istantaneamente di una maggiore visibilità "uscendo dal mucchio" dei messaggi provenienti da amici e pagine preferite.
I primi test del nuovo servizio potrebbero essere avviati in Nuova Zelanda. La funzionalità "Highlight" dovrebbe essere poi estesa a tutte le altre nazioni a livello mondiale.
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Venerdì 11 Maggio 2012 10:34 |
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Forte dei suoi 900 milioni di utenti registrati, il social network lancia un’importante sfida ad Apple e Google: un negozio da cui scaricare app per ogni tipo di dispositivo, desktop o mobile, indipendentemente dal sistema operativo usato.
A distanza di pochi giorni dalla collocazione sul mercato borsistico, Facebook decide di ampliare ulteriormente i suoi servizi gettandosi nell'agone dei negozi virtuali di applicazioni per i principali sistemi operativi sia desktop che mobili. Si tratta di un'iniziativa di grande importanza perché, dall'alto dei suoi 900 milioni di utenti registrati, il social network di Mark Zuckerberg può imporsi immediatamente lanciando il guanto di sfida a Google e ad Apple.
Il fattore vincente potrebbe essere proprio la caratteristica scelta dai vertici di Facebook per il nuovo "App Center": esso dovrà essere multipiattforma quindi fungere da punto di riferimento per gli utenti Windows e Linux senza tralasciare alcun dispositivo mobile, da Android ad Apple iOS sino ad arrivare a Microsoft Windows Phone. Una piattaforma a tuttotondo, insomma, che vuole dare il filo da torcere alle principali società rivali, anche facendo leva sul rilascio di client sviluppati per ogni sistema operativo supportato.
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Martedì 08 Maggio 2012 14:50 |
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A Londra il lancio dell'atteso telefono destinato a fare concorrenza all'iPhone. Schermo più grande, processore quad core e una serie di funzionalità che seguono i movimenti naturali dell'utente. Anche quelli dei suoi occhi.
Due colori, blu e bianco, un display Super Amoled da 4,8 pollici, 133 grammi di peso, fotocamera da 8 megapixel, processore Exynos quad core e, naturalmente, cuore Android. Sono questi i dati salienti del nuovo Galaxy S III presentato da Samsung che, in qualità di sponsor delle Olimpiadi 2012 ha scelto Londra come cornice per la sua anteprima mondiale. Anteprima, già. Perché il nuovo telefono con il quale la casa coreana intende fare diretta e netta concorrenza all'iPhone, verrà commercializzato a partire dal prossimo 29 maggio in Europa nella configurazione 3G Hspa +, per poi essere introdotto sugli altri mercati mondiali, anche in versione 4G, con una copertura prevista di 145 Paesi nel mondo.
Del nuovo telefono non contano solo gli aspetti estetici, anche se in molti sottolineino come il suo profilo da 8,6 millimetri lo renda più sottile rispetto all'iPhone 4S, o la qualità del display, ma una serie di funzionalità particolarmente interessanti. Caratteristica chiave del nuovo S III, che verrà reso disponibile nei tagli da 16, 32 e 64 GB, è la cosiddetta “natural interaction”, interazione naturale, che rende il telefono reattivo agli occhi, alla voce e al tatto, in un'ottica di usabilità sempre più avanzata.
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Venerdì 04 Maggio 2012 15:21 |
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Aperta in Florida l'edizione 2012 dell'evento dedicato agli sviluppatori. Focus sul nuovo sistema operativo, finalmente basato su Qnx, che offre innovative e accattivanti opportunità ma che non prevede compatibilità con le versioni precedenti. I comnadi touch potrebbero far sparire la tastiera.
C'è BlackBerry 10 al centro di BlackBerry World, l'evento annuale dedicato da Rim alla comunità dei suoi sviluppatori. Un appuntamento che quest'anno sembra assumere una rilevanza diversa, sia perchè dovrebbe sancire il cambio di rotta dell'azienda canadese dopo il cambio al vertice dei mesi scorsi, sia perché dovrebbe offrire agli sviluppatori gli spunti giusti per tornare a investire tempo e risorse sulla piattaforma.
La posta in gioco è alta. È dagli annunci di queste ore che si determinerà il futuro dell'azienda, stretta tra Apple da una parte e Android dall'altra. E la chiave, finalmente, è Qnx.
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Venerdì 04 Maggio 2012 15:14 |
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Il cofondatore di Apple ha elogiato senza mezzi termini l’interfaccia del sistema operativo Microsoft, definendola addirittura superiore a quella di iPhone e iPad e nemmeno lontanamente paragonabile, in senso positivo, a quella di Android.
Steve "Woz" Wozniak, cofondatore di Apple, è assurto di nuovo in questi giorni agli onori delle cronache per alcune dichiarazioni che non possono non destare interesse. Wozniak ha infatti voluto pubblicamente manifestare il suo apprezzamento per l'interfaccia di Windows Phone che l'informatico statunitense ritiene addirittura superiore a quella dei dispositivi Apple iOS e non paragonabile, in senso positivo, con quella che caratterizza i prodotti a cuore Android. "È meravigliosa", ha affermato Wozniak riferendosi all'interfaccia che Microsoft propone per il mondo "mobile", "confrontata con Android non c'è paragone" ha aggiunto chiarendo di aver messo alla prova uno smartphone Nokia Lumia. "Sono semplicemento scioccato", ha proseguito, "non ho mai visto nulla di più bello, in nessun'altra piattaforma mobile".
Il peso dei giudizi emessi da Wozniak è direttamente proporzionale al livello di credibilità che il lettore abbina alla figura dell'inventore dello storico "Apple I". Riferendosi ai telefoni Windows Phone, l'informatico ha dichiarato: "li raccomanderei rispetto a qualunque altro smartphone Android nonostante quest'ultimo goda di un parco applicazioni nettamente più vasto".
Affermazioni che, come alcuni di voi ricordano, stridono con la presa di posizione dello stesso Woz risalente ad appena tre mesi e mezzo or sono: "amo la bellezza dell'iPhone (...) ma mi piacerebbe che facesse tutte le cose di Android. In un certo senso, il sistema operativo di Google offre più potenzialità".
In ogni caso, comunque la si pensi, l'arrivo della "filosofia Windows Phone", mutuata da Microsoft in Windows 8 contribuirà probabilmente ad aggiungere un outsider nella storica battaglia Apple iOS-Android. |
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Venerdì 04 Maggio 2012 13:11 |
Da un’azienda italiana, un tablet che si fa in tre… sistemi operativi.
Il mercato dei dispositivi mobile è ormai da tempo teatro di una guerra feroce tra i giganti dell’hi-tech, che si combatte a colpi di nuove tecnologie, acquisizioni e cause legali. Uno dei fronti più caldi di questo scontro è sicuramente quello che riguarda i sistemi operativi, di fatto “duopolizzato” da Android e iOS, con gli altri contendenti a litigarsi le briciole percentuali.
In tale contesto è inevitabile che ogni competitor cerchi di esaltare la propria forza sminuendo gli avversari, ma la verità come sempre sta nel mezzo: ciascuna piattaforma software ha infatti sia pregi che difetti, e magari eccelle proprio dove altre faticano (velocità di elaborazione, multitasking, ecosistema app, ecc). Ogni scelta impone quindi allo stesso tempo anche una rinuncia.
Proprio per questo motivo, per tutti gli eterni indecisi o semplicemente per chi è alla ricerca di un device davvero versatile, che sia contemporaneamente strumento di lavoro e di svago, l’azienda italiana Ekoore propone Python S, il primo tablet PC triple-boot, ossia in grado di supportare ben tre sistemi operativi.
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Mercoledì 18 Aprile 2012 16:45 |
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Attesa per il nuovo prodotto della Apple
VALERIA ROBECCO
New York
Apple prepara una nuova mossa per mettere al tappeto la concorrenza: il suo ultimo asso nella manica sarebbe un mini iPad. Stesso design del 'fratello maggiorè, una risoluzione da 1024x768 pixel, ma dimensioni ridotte, con uno schermo da 7,85 pollici. Non èlaprimavoltachesi parla dell'ipotesi di un tablet della Mela in miniatura, dopo il successo ottenuto in tutto il mondo dal nuovo Tad.
Ma questa volta le indiscrezioni si fanno più insistenti individuando anche prezzo e arco temporale di uscita del nuovo gioiello Apple. Dopo l'autorevole Wall Street Journal, che qualche mese fa aveva riportato come la casa di Cupertino stesse testando il dispositivo, ora alcuni media americani sostengono che il mini iPad sbarcherà sul mercato nel terzo trimestre del 2012 con una produzione iniziale di 6milioni di esemplari. E oltre alle dimensioni sarà ridotto anche il prezzo: dai 249 ai 299 dollari. Per la gioia degli appassionati.
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Martedì 17 Aprile 2012 17:58 |
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Sempre più funzioni e concetti passano da iOS al sistema operativo del Mac, ma la piattaforma desktop non rischia di essere una colonia dei dispositivi post-Pc: ciascuno ha il suo ruolo nel nuovo mondo “cloud”. Vediamo come.
Siete di quelli che il Mac è il Mac e il cielo lo scampi dalle diavolerie che Apple ha scatenato con l'esplosione del fenomeno iPad? Bene, allora Mountain Lion, la prossima versione di OS X - e definitivamente senza “Mac” davanti, anche nella fatidica finestra Informazioni su questo Mac - sembra dare corpo alle vostre paure peggiori: tutto quello che c'è di evidentemente nuovo viene dritto dritto da iOS e porta sempre più la logica dell'iPad sul Mac. E come abbiamo avuto modo di scrivere presentando le prime incarnazioni di OS X 10.7 Lion, se avete resistito sinora evitando di acquistare un Magic Trackpad, adesso è proprio il momento di cedere e di accettare che con le “gesture” tutto è più semplice.
Ma attenzione, abbiamo scritto che OS X 10.8 sembra dare corpo alle paure di chi teme per il Mac una posizione subalterna rispetto ai dispositivi iOS: in realtà Mountain Lion è la prova del contrario, ossia testimonia che Apple non ha nessuna intenzione di trascurare il Mac e lo vuole inserito a pieno titolo nella logica - quella sì unica e unificante per tutti i prodotti Apple - della nuvola di iCloud.
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Giovedì 05 Aprile 2012 17:58 |
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Era il prodotto dato per certo a ottobre, prima della scomparsa di Steve Jobs. Poi l'attenzione di Apple si è indirizzata ad altro. Ora però il melafonino di nuova generazione potrebbe essere più vicino. E il costruttore taiwanese ipotizza addirittura la disponibilità per giugno.
Foxconn, la multinazionale taiwanese che, oltre a quelli per Apple, produce componenti elettrici ed elettronici per svariate aziende di grosso calibro (per esempio Motorola, Nokia, Sony, Microsoft, Nintendo, Dell ed Hewlett-Packard) ha comunicato di essere in procinto di assumere 18.000 dipendenti per prepararsi alla produzione dell'iPhone 5. La dichiarazione resa a una rete televisiva giapponese da parte di un dirigente di Foxconn ha immediatamente fatto il giro del mondo lasciando presagire, a breve, l'arrivo del nuovo smartphone Apple.
Stando a ulteriori indiscrezioni che arriverebbero sempre da fonti interne a Foxconn, la prossima generazione di iPhone potrebbe debuttare sul mercato già nel prossimo mese di giugno. E nonostante il prossimo iPhone rappresenti la sesta generazione dei "melafonini", buona parte dell'industria e dei media vi si riferisce con l'appellativo iPhone 5, che dev'essere comunque ufficializzato.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Aprile 2012 18:00 |
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Mercoledì 04 Aprile 2012 17:41 |
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Un team di venticinque persone è al lavoro per sviluppare un motore di ricerca specificamente in chiave social e basato sui like degli utenti. Intanto l'azienda lavora alla quotazione in borsa, prevista a maggio.
Se pur funzionali, a Facebook le modalità di ricerca attualmente implementate non bastano più. Nonostante Bing, che le alimenta, e nonostante l’approccio estremamente essenziale. Così la società avrebbe deciso di cambiare radicalmente la funzionalità, mettendo al lavoro su un nuovo motore di ricerca sviluppato specificamente in chiave social Lars Rasmussen, approdato in azienda nel 2010 su chiamata diretta da parte dello stesso Mark Zuckerberg. Ricordiamo che Rasmussen ha un passato di non poco rilievo in Google, dove ha contribuito alla sviluppo di Google Maps e di Wave, che, guarda caso, va in pensione proprio in questi giorni.
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Giovedì 29 Marzo 2012 17:35 |
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A partire dal prossimo 27 aprile disponibili anche nel nostro mercato due ebook reader con schermo touch. Arriva anche la versione 3G, con connettività a carico di Amazon.
Quando lo scorso 1° dicembre Amazon annunciò il debutto anche sul mercato italiano del suo Kindle, la scelta, così come già accaduto in Germania e Francia, fu quella di partire con il modello base, proposto a un prezzo inferiore ai 100 euro. C'era una questione di soglia psicologica da superare, fondamentale per dare davvero il via a un mercato che fino a quel momento nel nostro Paese restava ancora solo potenziale. Kindle a 99 euro e 16.000 libri in italiano sullo store: questo lo ”starter kit” .
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Martedì 27 Marzo 2012 17:46 |
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La società lancia il progetto Cabina Intelligente e riprogetta le "vecchie" cabine telefoniche in veste di piattaforme multimediali per l'erogazione di servizi, inserendo grandi schermi Lcd, videocamere, touchscreen, Wi-fi e postazioni per la ricarica elettrica. E vi associa anche un concorso.
Chi l’ha detto che le cabine telefoniche sono destinate ad andare definitivamente in pensione? Per Telecom Italia è arrivato invece il momento di proiettarle nel futuro. Saranno “Cabine Intelligenti”, o per lo meno così le definisce oggi l’operatore, e saranno destinate a diventare veri e propri spazi tecnologici nei quali l’utente potrà non solo telefonare, ma anche fruire di servizi e contenuti dal mondo Web.
Come questo accadrà, non è dato di saperlo, anche perché, sebbene l’inizio della sperimentazione sia previsto a breve, Telecom ha deciso di coinvolgere tanto gli studenti universitari tanto le comunità degli sviluppatori in un progetto di sviluppo che chiama in causa l’Internet delle cose da lato e le smart cities dall’altro.
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Martedì 27 Marzo 2012 16:42 |

Per far funzionare il sistema, per prima cosa il venditore applica l’hardware necessario, un triangolo isoscele di circa 3 cm di lato lungo in plastica azzurra (il colore aziendale di PayPal) con una fessura sul vertice alto, attraverso un Jack nell’uscita cuffia del suo smartphone
Lo stesso venditore apre un’applicazione sul suo telefono e digita, alla presenza dell’acquirente, il costo della transazione: ad esempio "kebab, 3,50 euro"
La carta di credito dell’acquirente viene fatta strisciare nella fessura, esattamente come accade con uno dei terminali in uso nei negozi
L’acquirente appone la sua firma sulla schermo dello smartphone con una pennetta apposita, venduta insieme al lettore, e preme un tasto di conferma. La transazione è avvenuta.
PayPal scende in campo nei pagamenti mobili offline. La società che 10 anni fa lanciò il servizio per i pagamenti sicuri sul web con carte di credito, ha presentato PayPal Here, sistema di pagamenti tramite smartphone in diretta concorrenza con Square, creato da Jack Dorsey, il papà di Twitter. È una soluzione che trasforma smartphone e tablet in registratori di cassa con lettore di carte di credito incorporato. Il servizio interessa un buon numero di commerci: dalle fiere agli ambulanti, artisti di strada, tassisti, artigiani di pronto intervento in loco, piccoli esercenti che vendono sia sulla rete che in punti vendita reali. Oltreoceano sono oltre un milione i piccoli esercizi che lo usano cosi come organismi non profit per operazioni di fund raising porta a porta, ad esempio la Salvation Army. Persino la campagna presidenziale lo ha adottato.
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Martedì 27 Marzo 2012 16:34 |
Dal giorno in cui il primo dominio è stato registrato e si parla del lontano 1985 Internet non ha smesso di crescere. Infatti, secondo il report "The $4.2 Trillion Opportunity: The Internet Economy in the G20", che analizza l'impatto dell'economia Internet nel G20 e approfondisce le analisi e i risultati emersi dai 14 studi locali commissionati da Google a BCG (Boston Consulting Group) tra il 2009 e il 2011, entro il 2016 l'impatto dell'Internet economy raggiungerà in questi paesi i 4.200 miliardi di dollari, equivalenti al 5,3% del Pil (fine 2010 era il 4,1 per cento del Pil). In Italia, se si parla in termini di valore, nel 2010 ha raggiunto i 33 miliardi di euro ed entro due anni potrà quasi raddoppiare, arrivando a 63 miliardi di euro: si passa, quindi, da un 2,1 per cento del Pil a un 3,5 per cento previsto per il 2016, più basso rispetto alla media dei paesi del G20 (5,5 per cento), ma che consentirà all’Italia di salire al tredicesimo posto superando, per esempio, la Francia. Inoltre, sebbene il confronto con le economie più avanzate evidenzi ampi margini di miglioramento, il tasso di crescita previsto per l’Internet economy italiana, pari all’11,5 per cento annuale, è il più elevato tra i paesi maggiormente evoluti del G20, per i quali lo studio prevede un incremento medio che si attesta sull’8,1 per cento.
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Martedì 27 Marzo 2012 16:30 |
Una ristrutturazione radicale per restare padrona di un mercato in veloce evoluzione e dare vita alla nuova generazione della ricerca sul web. Google si trasforma: nei prossimi mesi il motore di ricerca più popolare del mondo si sottoporrà ad un restyling intensivo, sia dell’interfaccia sia del famoso algoritmo di ricerca che lo muove. Innanzitutto, punendo chi bara: con il nuovo algoritmo, infatti, scenderanno di posizione le pagine che presentano una sovraottimizzazione per il motore di ricerca che le fa apparire più rilevanti di quanto veramente non siano. Resterà inalterata, però, la funzione fondamentale e più nota di Google: la possibilità per gli utenti di cercare una parola chiave. Quello che cambierà profondamente, invece, saranno gli effetti di una ricerca: al posto dell’attuale lista di siti, Google offrirà una pagina più strutturata, anche graficamente, che incorporerà, oltre alla solita "classifica" di link rilevanti, anche i risultati ottenuti attraverso l’utilizzo della tecnologia di ricerca semantica. Una tecnologia nota ma non ancora molto diffusa, che prende in considerazione, oltre all’oggetto parola, anche il suo significato. E permette, in questo modo, associazioni tra parole chiave e pagine che trattano argomenti "correlati", anche nel caso in cui queste ultime non contenessero il termine ricercato. Ad esempio, spiega il search executive della società Amit Singhal, digitando nella casella di ricerca "Google" il motore restituirà agli utenti, oltre ai risultati "normali", anche i fondatori Larry Page e Sergey Brin, la storia della società e informazioni sulla città di Mountain View,. Insomma, tutte le entity che il motore ha silenziosamente ammassato, negli ultimi due anni, in un database contente centinaia di milioni di voci. «Google darà risposte che si adattano di più al modo in cui percepiscono il mondo gli esseri umani»,, continua il search executive, notando che per molte ricerche, oggi, «l’utente incrocia le dita e spera di trovare ciò di cui veramente ha bisogno».
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Martedì 20 Marzo 2012 18:51 |
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Mentre in Italia si attende l’appello per la sentenza che ha sanzionato Apple con una multa di 900mila euro, diverse associazioni di consumatori europee hanno inviato una diffida alla società affinché sospenda il comportamento anomalo e si adegui alla norma europea che prevede 24 mesi di garanzia.
Quando sembravano assopirsi i clamori nati attorno alla garanzia “anomala” praticata da Apple a livello europeo, tornano ad accendersi i riflettori perché la vicenda ha assunto una dimensione europea.
Facciamo un passo indietro e ripercorriamo brevemente la questione. Lo scorso anno alcune associazioni di consumatori italiani hanno accusato Apple di applicare una formula di garanzia non in linea con quanto stabilito dalla normativa comunitaria. Questa infatti prevede 24 mesi di copertura totale contro difetti di produzione mentre Apple limita questo periodo solo a 12 mesi. Chi vuole prolungare la “tutela” può fare ricorso all'Applecare, che è una formula a pagamento. Si tratta di una politica applicata su scala mondiale, Europa inclusa.
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Martedì 20 Marzo 2012 18:44 |
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Apple conferma la disponibilità nel nostro Paese del nuovo tablet a partire dal prossimo venerdì. Come per la generazione precedente, il modello WiFi partirà da 479 euro è quello WiFi + 3G da 599 euro. Nel primo fine settimana, sono stati venduti più di 3 milioni di nuovi iPad.
Record doveva essere record è stato. Apple rende noto di aver venduto oltre 3 milioni del nuovo iPad nei primi 3 giorni di vendita, sinora il maggior numero di prodotti in corrispondenza di un lancio dell'iPad. La società intende bissare il successo il prossimo fine settimana quando il tabloid sarà disponibile in altri 24 nazioni, Italia inclusa.
Più precisamente, nel nostro Paese potremo acquistare il nuovo iPad a partire dalle 8 di venerdì 23 marzo ai medesimi prezzi della generazione precedente. Si partirà quindi da 479 euro per il modello da 16 GB solo WiFi e da 599 euro per quello WiFi + 3G e si avranno aumenti di 100 euro ogni raddoppio della memoria. La configurazione “massima” rimane ancora il 64 GB.
Dalla stringata comunicazione di Apple, sembra però che in Italia non avremo un tablet dotato di supporto Lte ma solo di HSPA+ e DC-HSDPA. |
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Martedì 20 Marzo 2012 17:54 |
Olivetti sfida i big come Apple, Samsung e BlackBerry per i tablet. Con l’obiettivo di conquistare quote di mercato significative in Italia. Arrivano infatti a maggio i nuovi Olipad 3 e Olipad Graphos, in grado di offrire prestazioni di elevata qualità grazie alle dotazioni tecnologiche di ultima generazione e caratterizzati da funzionalità specificamente concepite per soddisfare le esigenze della clientela Affari. Olipad 3 è il primo tablet commercializzato in Italia che unisce il sistema operativo Android 4.0 Icecream Sandwich, un processore quad core, nello specifico il nuovo Nvidia Tegra 3 T30S da 1,5 GHz, e connettività 3G e WiFi: grazie a queste caratteristiche e alla dotazione di RAM da 1 GB e memoria di massa da 16 GB, con supporto per memory card fino a 32 GB, garantisce elevate velocità di elaborazione e grafica e consente di ottimizzare la gestione contemporanea di applicazioni diverse. Il display multitouch LCD da 10’, con tecnologia IPS, offre una risoluzione HD di 1280 x 800 pixel. Tra le opzioni di personalizzazione su richiesta del cliente è prevista l’integrazione della tecnologia NFC (Near Field Communication). Particolarmente maneggevole e leggero, con uno spessore di 8,4 mm e un peso di circa 570 g, Olipad 3 ha una fotocamera da 8 Megapixel. Offre la possibilità di accedere all’Android Market, con le sue innumerevoli applicazioni, e, grazie all’Application Warehouse, lo store Olivetti dedicato alle applicazioni di business, è personalizzabile con un’ampia scelta di software e servizi a supporto delle diverse esigenze aziendali.
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Lunedì 19 Marzo 2012 18:44 |
Danny Winokur, general manager di Adobe è sicuro: «Il 2012 è l’anno della trasformazione, per tutta l’industria, non solo per la disponibilità del contenuto ma anche per i device, per la creazione, per il business, per la pubblicità e il publishing». Dal suo punto d’osservazione, quello della Adobe, azienda centrale nello sviluppo della rete, della multimedialità, dell’editoria elettronica, della fotografia digitale, conosce bene il mercato e come si sta sviluppando. Più di sedici milioni di pubblicazioni digitali oggi usano i software dell’azienda americana, nata nel 1982 in California, e il numero è destinato a crescere visto la continua migrazione dei giornali verso i media digitali. «E’ un mercato in grande espansione dice Winokur e i dati ci dicono che questa crescita continuerà perché con l’aumentare della qualità cresce il pubblico che decide di pagare per i contenuti. Il 68% per cento dei lettori dei giornali, magazine e quotidiani, che usano il nostro sistema editoriale, pagano per il contenuto che vedono. Abbiamo raccolto in un anno dei segnali interessanti, soprattutto su tablet: 1500 applicazioni, 16 milioni scaricate, 600 editori che usano il sistema e 14 dei top venti usano Adobe. E soprattutto i dati che sono più interessanti sono quelli che riguardano la pubblicità, che viene vista e apprezzata da oltre la metà dei lettori».
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Lunedì 19 Marzo 2012 18:24 |
Sì, più di 850 milioni di amici si possono sbagliare. Credevamo di navigare su Facebook? Credevamo di essere iscritti al social forum più famoso del mondo? Macché Facebook: eravamo su Yahoo. Ricordate? Il motore di ricerca che negli anni Novanta splendeva nel mondo di Internet come il sole, e poi il sorgere di Google ha gettato quasi nell’ombra. Non è uno scherzo: Yahoo crede davvero di essere Facebook. Al punto da averlo messo nero su bianco. Leggete qui. Punto uno: "Senza le conquiste di Yahoo i siti come Facebook non avrebbero tutti questi visitatori e i sostanziosi ricavi". Punto due: "Prima di adottare nel 2008 la tecnologia di social network brevettata da Yahoo, Facebook era considerato uno dei peggiori siti di tutta la rete per la pubblicità". Punto tre: "Facebook deve quindi la sua popolarità tra i navigatori di Internet alla non autorizzata violazione dei brevetti di Yahoo". Mark Zuckerberg non voleva credere ai propri occhi quando ha letto l’atto d’accusa con cui il Ceo di Yahoo Scott Thompson gli ha presentato il conto, davanti al giudice, per quei dieci brevetti infranti. Le schermaglie erano andate avanti per settimane e sapete come funzionano queste cose: ci si parla tra avvocati, una carta calata qui, una carta calata là, e poi ci troveremo come le star a bere un frullatino alla Creamery più fighetta della Silicon Valley.
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Venerdì 16 Marzo 2012 18:50 |
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Nokia, dopo aver affidato la propria linea di smartphone al nuovo sistema operativo Windows Phone si prepara a sbarcare con buone ambizioni, anche nel mercato tablet attraverso un dispositivo completamente nuovo che verrà equipaggiato con l’attesissimo Windows 8.
La ultime indiscrezioni riportano che Nokia entrerà nella bagarre con un dispositivo Windows 8 basato su processore ARM avente un display da 10 pollici il quale potrebbe essere rilasciato nel quarto trimestre del 2012.
Dando un occhiata alla tabella di marcia riguardante i dispositivi che verranno equipaggiati con i chip di Qualcomm, il candidato più probabile per essere installato sul Nokia Windows 8 tablet sarebbe la serie denominata S4 Snapdragon, che è appena stato introdotto in dispositivi come l’HTC One S e rappresenta una delle basi tecniche per le specifiche richieste da Microsoft per il prossimo aggiornamento Windows Phone, nome in codice Apollo.
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Giovedì 15 Marzo 2012 19:15 |
Si è concluso da poche ore l’evento Apple, il secondo di questo 2012, in cui sono state presentate diverse novità fra cui quella più rilevante rappresentata dal nuovo iPad.

In questo articolo faremo una rapida carrellata su tutte le novità che sono state presentate durante tale manifestazione, che riguardano sia la parte hardware dei nuovi dispositivi quali iPad ed Apple TV, sia la parte software con il rilascio di iOS 5.1 e l’introduzione/aggiornamento di altre applicazioni Apple. Vediamo nel dettaglio.
Nuovo iPad
Partiamo con il nuovo iPad, si proprio questo è il nome scelto da Apple per il suo tablet di terza generazione, niente è più numeri e grosse novità a livello hardware. Partiamo dal display retina con una risoluzione di 2048 x 1536 pixel supporta l’HD a 1080p, offrendo quindi una risoluzione addirittura superiore allo standard 1920 x 1080 pixel. 264 i ppi: con una risoluzione del genere, lo schermo sarebbe dovuto essere di almeno 15 pollici, invece Apple è riuscita ad aumentare la concertazione per pixel, rimanendo ferma sulla stessa dimensione. Il processore utilizzato è quello A5X che introduce per la prima volta su un dispositivo Apple la tecnologia quad core che garantisce prestazioni decisamente superiori rispetto ai suoi predecessori.
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Martedì 13 Marzo 2012 18:55 |
Dagli ultrabook ai tablet fino agli smartphone corredati di servizio cloud: un inizio d’anno ricchissimo di novità per Acer, che ha nuovi prodotti in quasi tutte le categorie. Si parte con gli ultrabook e con il modello Aspire Timeline U, disponibile nelle configurazioni con schermo da 14 e 15,6 pollici e lettore DVD, cui si affianca l’Aspire Timeline Ultra M3, primo ultrabook da 15 pollici con masterizzatore DVD. Questa ultima serie Timeline è più sottile e leggera delle precedenti (lo spessore è di 20 mm) pur senza compromessi in termini di prestazioni: infatti si basa sui processori Intel Core di nuova generazione con scheda grafica dedicata, offre dischi fissi tradizionali, ma anche memorie allo stato solido, e un’autonomia di otto ore. Chiude la serie di ultrabook l’Aspire S5 con schermo da 13,3 pollici, uno spessore massimo di 15 mm e un peso di 1,35 chilogrammi. Gli ultrabook supportano WiFi e Bluetooth 4.0, integrano un sistema audio Dolby Home Theater v4 e altoparlanti di elevata qualità, e offrono funzionalità quali Acer Green InstantOn che permette di riattivare il notebook dallo standby in appena 1,5 secondi, e Instant Connect che memorizza automaticamente i parametri delle reti alle quali ci si collega più spesso, per essere online in appena 2,5 secondi, quattro volte più velocemente di un notebook tradizionale. Novità anche in ambito notebook con l’introduzione della serie Aspire V3, con schermi da 14, 15,6 e 17,3 pollici, e la gamma Aspire V5 che comprende tre modelli: da 11,6 pollici (spessore di 15 mm), da 14 e 15,6 pollici, entrambi con lettore DVD. Questi prodotti saranno disponibili dal secondo trimestre 2012.
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Martedì 13 Marzo 2012 18:44 |
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Fare il pieno di energia elettrica sull’auto ovunque e senza dover costruire una rete di distribuzione ad hoc e inventare soluzioni tecnologiche per abbreviare i tempi di ricarica delle batterie: è possibile. E’ possibile cioè sfruttare le attuali reti elettriche e le utenze, sia professionali, che industriale e ovviamente quelle domestiche praticamente da subito. La soluzione? Rendere le reti elettriche sempre più intelligenti "incrociandole" con le reti mobili a banda larga. Non a caso la novità è stata presentata nel corso dell’ultima edizione del Gsm World Congress, la fiera mondiale della telefonia mobile appena conclusasi a Barcellona. E’ per questo che nel grande stand barcellonese della Ericsson, numero uno mondiale delle infrastrutture cellulari (con una quota di mercato del 38%, in crescita nel 2011 rispetto al 32% dell’anno prima, come ha orgogliosamente sottolineato il ceo Hans Vesteberg) campeggiava in bella vista una Volvo C30. In tutto e per tutto uguale a quelle che circolano sulle nostre strade, ma con un normale cavo elettrico che fuoriusciva dalla calandra, come fosse un qualsiasi tostapane. E’ il bello dell’intelligenza Ict applicata alle cose comuni: fuori non si vede nulla, il modo di usarle è completamente diverso. Quella Volvo ibrida è il frutto di un progetto portato avanti da Ericsson con il Viktoria Institute di Goteborg e l’utility elettrica della stessa città svedese. Dentro, in più, c’è solo un normale trasmettitore Umts e una sim nella più classica delle applicazioni M2M, come quelle che già oggi si usano per esempio nei sistemi di telesorveglianza. La vera novità è nella rete Ict e nella sua capacità di gestire una massa sempre più grande di informazioni. Funziona così.
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Martedì 13 Marzo 2012 18:31 |
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Mozilla lancia la sfida a Google e agli altri gruppi informatici impegnati sui sistemi operativi per smartphone. L’azienda, o meglio l’organizzazione nonprofit conosciuta per il browser web Firefox, ha presentato il progetto "Boot to Gecko" (B2G), finalizzato a sviluppare un nuovo sistema operativo web open source per dispositivi mobili che, proprio in quanto open source, è aperto a chiunque voglia contribuire al suo sviluppo ed è privo delle classiche limitazioni e regolamentazioni imposte dalle piattaforme chiuse. Un progetto all’insegna della libertà, concettochiave per la fondazione nata dalle ceneri di Netscape che si autodefinisce «una comunità impegnata a dare il potere del web nelle mani della gente». Un progetto che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe consentire una riduzione dei prezzi degli smartphone e che ha l’appoggio di due colossi della telefonia: la spagnola Telefónica e la tedesca Deutsche Telekom. In gioco c’è proprio la fascia più affollata e più lucrosa dell’accesso a Internet, quella in mobilità. Allo studio in gran segreto già da molti mesi, "Boot to Gecko" si prepara a fare il suo ingresso in un’arena piuttosto affollata: quella dei sistemi operativi per dispositivi mobili dove giocano ruoli da protagonisti Android, iOS e Windows Phone. Una guerra che rischiava di lasciar fuori Mozilla: i telefonini che montano Android (la grande maggioranza da Samsung ad Lg e SonyEricsson fino alla miriade di produttori cinesi tanto che già qualcuno parla di "guerra" tra gli Os (Operating System) infatti usano il browser Chrome (di proprietà di Google così come da qualche mese Android), quelli della Apple che montano il sistema iOS (il cruciale mercato degli iPhone) usano il browser della Apple, Safari; infine i cellulari che si riconoscono nel mondo Windows (i Nokia) si appoggiano evidentemente a Explorer.
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Martedì 13 Marzo 2012 18:14 |
E’ la seconda primavera di MySpace. Dopo quasi 3 anni di decadenza costellata da emorragia di utenti, ristrutturazioni convulse e crollo del valore della società, il più antico sito di social netowrk torna alla ribalta e si avvia a superare di nuovo di slancio quota 50 milioni di utenti. Torna forte seguendo la via più semplice visto che i social network si rivolgono soprattutto ai giovani: è diventato un sito "musicale", un punto di riferimento cioè per chiunque voglia scambiarsi brani, inediti, testi, album, spartiti e via dicendo. È diventato il protagonista indiscusso delle scene musicali digitali, e questo si deve sicuramente al nuovo comproprietario, il cantante e attore Justin Timberlake, che insieme con la Specific Media, la concessionaria di pubblicità sul web di proprietà dei fratelli Tim e Chris Vanderhookil, ha rilevato nel giugno 2011 il network per 35 milioni di dollari. Ha trasformato MySpace in una grande e visitatissima vetrina attraverso la quale cantanti e gruppi emergenti si fanno conoscere. E l’ha rilanciato alla grande. A vendere era stato Rupert Murdoch, che suggellava così il peggior affare della sua vita in termini monetari: aveva rilevato il sito direttamente dai fondatori nel luglio 2005 per 580 milioni di dollari, mentre gli analisti gli attribuivano un valore di non più di 327 milioni. Lo stesso Murdoch ha scritto in un tweet del 13 gennaio 2012: "Su MySpace abbiamo rovinato tutto nel peggior modo possibile e ho imparato ad altissimo costo".
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Ultimo aggiornamento Martedì 13 Marzo 2012 18:24 |
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Venerdì 09 Marzo 2012 18:32 |
Lo schermo superiore a quello di una tv. Più «pesante» e spesso del precedente
Il nuovo iPad si chiama «il nuovo iPad». Non è una freddura. «The new iPad» è la scelta di Apple per il suo tablet, la tavoletta «magica e rivoluzionaria» come da definizione di Steve Jobs, capace di vendere 15,4 milioni di pezzi solo nell' ultimo trimestre dell' anno scorso, più di qualunque pc tradizionale. D' altronde «less is more», il meno è più. Il minimalismo estetico che tanto piaceva a Jobs applicato anche al nome del prodotto, che perde numeri o sigle. Un po' come nelle auto, dove i nomi vincenti, che siano Mini, Punto, Golf o 500, non cambiano con le versioni che si susseguono negli anni. Nome di battesimo a parte, il tablet di Cupertino arriva nel segno del «più». Più veloce, più connesso, più leggibile. Come da attese: per una volta la rete è riuscita a divulgare tutti i segreti in anticipo. Tim Cook, erede di Jobs alla guida di Apple, sul palco dello Yerba Buena Center di San Francisco ha prima sciorinato i successi della Mela morsicata, spinta verso l' alto (a Wall Street la prima azienda al mondo per capitalizzazione) dal successo della trimurti iPhone-iPod-iPad, arrivata a generare il 76% dei ricavi. Poi Cook, più sciolto sul palco rispetto al lancio dell' iPhone 4S ma sempre lontano dal carisma di Jobs, ha passato la palla agli altri leader di Apple, da Eddy Cue a Phil Schiller, cui è toccato illustrare nei dettagli il nuovo iPad. Il tablet inaugura l' era dei super-display: nei 9,7 pollici di diagonale, all' incirca come un libro, ci sono più pixel che su un enorme tv Full Hd, i più evoluti attualmente sul mercato. Grazie al Retina Display già conosciuto sull' iPhone 4, la risoluzione del nuovo iPad passa a 2048 x 1536 punti: quadruplicata rispetto ad iPad. Che significa nel concreto? Che diventa pressoché impossibile vedere le «scalette» di pixel su testi, immagini o video. Si leggerà meglio, le foto saranno più piacevoli e i film di iTunes passano alla qualità Full Hd.
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Mercoledì 07 Marzo 2012 18:56 |
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Un nuovo ultrabook della serie Zenbook va ad affiancarsi al raffinato Asus UX31 con display da 13,3 pollici: si tratta dell’UX21, con schermo Led HD da 11,6 pollici (1.366x768). Come il fratello maggiore a un primo sguardo potrebbe sembrare un MacBook Air (ovviamente nella versione silver), se non fosse per lo chassis che è in alluminio spazzolato, con un motivo a "spirale", anziché satinato. È altrettanto bello, elegante, sottile lo spessore è di soli 3 millimetri nella parte frontale e leggero con un peso di appena 1,1 chilogrammi. E anche le specifiche tecniche sono al top: processore Intel Core i5 2467M, disco SSD SATA III da 128 GB, 4 gigabyte di Ram e due porte USB, di cui una 3.0. È proposto anche nella versione "Rose Gold", con una cover di un colore rosa, che strizza l’occhio al pubblico femminile attratto, quasi alla pari di quello maschile, dalla tecnologia e particolarmente sensibile al design e alla ricercatezza. Lo Zenbook UX21, basato sul sistema operativo Windows 7 Home Premium nella versione Rose Gold costa 1.049 euro, mentre il modello Silver ha un prezzo di lancio di 999 euro. Già disponibili in quantità limitata, a partire dal secondo trimestre saranno distribuiti anche attraverso gli usuali canali retail e gli Asus Point. Asus ha anche deciso di rientrare in prima persona nel mercato degli smartphone, settore coperto nell'ultimo periodo dai Nuviphone, frutto dell'accordo con Garmin. E lo fa in grande stile con un prodotto molto particolare: il PadFone, che dispone di schermo Super Amoled qHD da 4,3 pollici, sistema operativo Android 4.0, processore dualcore Qualcomm Snapdragon S4 e fotocamera digitale da 8 megapixel con processore di immagini Fuji, e porta in dotazione accessori utili e versatili. Si tratta della PadFone Station, ovvero una docking con schermo da 10,1 pollici e un vano per inserire lo smartphone, con la possibilità di vedere tutti i contenuti del display del PadFone sul tablet.
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Mercoledì 07 Marzo 2012 18:48 |
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Se è vero che il futuro dell’economia è "tra le nuvole", l’Italia è una delle nazioni che più possono beneficiare dall’era del cloud computing, uno dei paesi più adatti allo sviluppo e alla crescita di queste pratiche Di questo è sicura la Bsa (Business Software Alliance), un’organizzazione del settore software che rappresenta circa cento aziende di livello mondiale. Secondo lo studio Global Cloud Scorecard il nostro paese occupa la terza posizione in Europa, ed è sesto nel mondo, per quanto riguarda la presenza e l’adozione di politiche favorevoli allo sviluppo della tecnologia cloud sul mercato nazionale. Al top di questa classifica (la prima del suo genere stilata in collaborazione con Galexia), c’è il Giappone, seguito da Australia, Germania, Stati Uniti, Francia. Quali sono i vantaggi competitivi dell’Italia? «Innanzitutto il fatto che il Paese risponde Robert Holleyman, presidente di Bsa dispone di una legislazione ad hoc per il cloud. Una valida normativa sul diritto d’autore protegge infatti anche i servizi cloud, benché permanga qualche incertezza in relazione alle possibilità pratiche di far rispettare la legge stessa. Ma leggi e regolamenti che agevolano il flusso dei dati attraverso i confini nazionali contribuiscono al processo, e in Italia ci sono già». Non è finita: secondo la Bsa è aggiornata in Italia anche la regolamentazione relativa al cybercrime, «anche se qui grava la lunghezza dei processi e quindi, ancora, l’incertezza sull’enforcement». Ma soprattutto c’è nel nostro Paese una marcata abitudine a usare Internet non più solo come strumento per la sola condivisione documentale (la pagina web resa disponibile dal sito web remoto) ma come porta d'accesso alle risorse di un provider di servizi. Questa trasformazione è esemplificata da quanto succede nei social network per l'utenza individuale: l'utente consumer, infatti, utilizza i social network sui quali trasferisce abitualmente foto, informazioni, idee e opinioni, usa strumenti di elaborazione documentale via web, impiega gli harddisk remoti per poter sempre disporre dei propri documenti da qualunque dispositivo e in qualunque luogo si trovi, si avvale delle applicazioni per i moderni smartphone sempre connessi ad Internet. In fondo Facebook è una specie di cloud per gli utenti singoli.
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Mercoledì 07 Marzo 2012 18:43 |
Avviso ai navigatori di smartphone: siete troppi. Così tanti da creare problemi tecnici alle reti che vi forniscono la connessione: ne sono testimonianza i sempre più frequenti blackout dei collegamenti ad Internet in tutto il mondo. A rilancia l’allarmesaturazione per i network di dati dei dispositivi mobili è l’ad di Telecom Italia, Franco Bernabè. In un’intervista al Financial Times da presidente della Gsma (l’associazione degli operatori per cellulari) mette in guardia dalle difficoltà che le reti affrontano a causa della crescita del traffico dati: «Il moltiplicarsi degli smartphone ha creato problemi che dobbiamo risolvere». Negli ultimi cinque anni, iPhone e i rivali basati su Android o Windows hanno invaso il mondo: solo nel 2011 ne sono stati venduti più di 360 milioni, e la cifra è destinata ad aumentare in modo esponenziale. Visto che per utilizzare al pieno le funzionalità dei dispositivi è necessario l’accesso in rete, si sono moltiplicate anche le connessioni mobili: quelle degli smartphone sono già un miliardo, e secondo la stima dell’ad di Telecom, entro il 2015 dovrebbero arrivare a quota 2,5 miliardi. Ma includendo nel calcolo anche gli altri dispositivi mobili che si connettono alle reti dati dei cellulari come tablet e chiavette, già quest’anno si arriverà a 6,6 miliardi. Un boom che, dice Bernabè, «sta causando problemi tecnici alle reti».
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Mercoledì 07 Marzo 2012 18:34 |
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Pensate a un mondo dove ogni oggetto sia in possesso di un’identità digitale. Una basilare intelligenza elettronica, che gli permette di comprendere dove si trova e di interagire con l’ambiente che lo circonda. Perfino di pensare, ovviamente nella forma di elaborazione dei dati raccolti; e poi di comunicare il risultato delle proprie elucubrazioni e le altre informazioni in suo possesso attraverso la rete che lo collega al resto del mondo. Quello a cui state pensando è la Internet of Things, l’internet delle cose. Un’idea, o meglio un paradigma, che prevede lo sconfinamento della Rete dal mondo digitale al mondo reale. Un network fatto non di computer, ma di smart objects: cose che comunicano fra loro via Internet scambiandosi le informazioni raccolte con i loro sensori. E che sono in grado di agire di conseguenza. Qualche esempio? Alberi che avvisano dell’inizio di un incendio nel bosco; monumenti che "raccontano" la propria storia ai turisti, dandogli poi consigli su come proseguire il tour della città che stanno visitando. Automobili che comunicano con le altre vetture e con i semafori per evitare incidenti e diminuire il traffico. Porte che lanciano l’allarme se subiscono un tentativo di intrusione. Mazzi di chiavi che ti svelano la loro posizione. Intere città, le smart cities, che funzionano con la precisione di un orologio digitale. Lo scenario può sembrare fantasioso, ma in realtà la Internet of Things è percorso dello sviluppo tecnologico già avviato. Un percorso, questo è evidente, ancora ai primi stadi: ma che ha già manifestato espressioni tangibili. Come le smart grid, le reti elettriche intelligenti che ridistribuiscono il surplus di energia lungo la rete, per evitare sprechi o inefficienze. O ancora i sistemi di tracciamento delle filiere alimentari, grazie ai quali è possibile sapere percorsi e tempi dei prodotti.
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Mercoledì 07 Marzo 2012 18:25 |
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Facebook non si ferma: ora ambisce a diventare la prima piattaforma di ricerca di personale, scalzando Linkedin, sito di riferimento per l'erecruiting in crescita: nell’ultimo trimestre del 2011 ha più che raddoppiato i ricavi (139,5 milioni di dollari) rispetto allo stesso periodo del 2010, e gli utenti attivi sono cresciuti del 63%. Il metodo funziona, rende sia in popolarità che in pubblicità, e così Zuckerberg sta studiando il modo per sostituirsi alla "rubrica" per eccellenza dei cacciatori di teste sulla rete. Escogitato nel 2002 da Reid Hoffman nel soggiorno di casa, Linkedin fu lanciato nel maggio 2003 con un database di 4.500 curricula. Oggi ha raggiunto i 150 milioni di iscritti con un tasso di crescita di 2 nuove adesioni ogni secondo. L'incontro tra domanda e offerta di lavoro germoglia all’interno di una mappa di amici e relazioni costruita sulla base di interessi comuni e in base a chi conosciamo. Secondo Jobs2We, società di ricerca e selezione di personale sul web, Facebook è il mezzo di comunicazione più pratico e immediato perché permette gratis di creare pagine personalizzate che consentono di instaurare un rapporto diretto con le aziende. Queste, a loro volta, possono stabilire un primo contatto con il candidato target ottimizzando la durata delle selezioni e accrescendo oltretutto anche la propria visibilità. Per questi motivi stanno nascendo diverse applicazioni su Facebook specializzate nel reclutamento online. Zuckerberg pensa a avviare quest’attività in proprio ma nel frattempo sta lasciando spazio a queste applicazioni che gli rendono vistose fee. Sono apps che non costruiscono veri e propri network indipendenti come Linkedin ma si appoggiano a Facebook, corrispondendogli appunto delle fee e proponendo agli utenti di "sdoppiare" il loro profilo creando un'identità digitale professionale distinta dalla bacheca dove si affastellano le foto delle vacanze, gli aggiornamenti su traballanti situazioni sentimentali o i commenti da bar dello sport. In sostanza un profilo nel profilo ma distinto e senza "contaminazioni" che trasforma però di fatto Facebook in un grande ufficio di collocamento globale.
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Mercoledì 07 Marzo 2012 18:06 |
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Lo scienziato precario che ha rivoluzionato il wi-fi
Tamburini celebrato come il «nuovo Marconi»
«Lo abbiamo dimostrato e scritto: adesso i segnali radio o televisivi si possono trasmettere in modo diverso rispetto a quanto si è fatto finora, moltiplicando i canali all' infinito, se vogliamo». Fabrizio Tamburini, ricercatore precario all' università di Padova racconta i suoi risultati pubblicati ora sul New Journal of Physics come una semplice ricetta di cucina. Sorride se viene chiamato il «nuovo Marconi». «Non esageriamo - dice - però può essere una rivoluzione: dipende da quanto si vuole investire per mettere tutto in pratica. Che funzioni, ormai, non ci sono dubbi». La sostanza nel cambiamento sta nel fatto che le onde elettromagnetiche, con il loro sistema, vengono lanciate attorcigliate in un vortice «come fossero dei fusilli. In questo modo - precisa - invece di trasmettere per ogni banda di frequenza al massimo cinque canali come succede adesso, possiamo inviarne migliaia e migliaia». E l' affollamento delle frequenze che fa litigare i pretendenti diventerebbe subito una discussione archeologica. Radio, tv, wi-fi, segnali ottici e d' ogni genere non avrebbero più limiti. I primi studi sulla vorticità delle onde risalgono addirittura al 1909 e anche il fisico siciliano Ettore Majorana negli anni Trenta aveva dato un suo contributo prima di scomparire nel mistero. «Ma come si poteva sfruttare una proprietà fisica che era rimasta soltanto teorica? Questa sfida mi ha coinvolto e appassionato fino a portarla nella realtà». Per arrivarci Tamburini è partito addirittura dalle stelle. «Veneziano d' origine e de cor - dice - frequentavo i frati francescani vicino a casa che spiegavano ai ragazzi le meraviglie del cielo. Così dopo il liceo mi iscrissi ad astronomia all' università di Padova». Però veniva travolto da una passione, le corse con le automobili, al punto da interrompere gli studi. Finché il richiamo degli astri non lo riportava nella città del Santo.
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Martedì 06 Marzo 2012 18:36 |
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Pronto un nuovo client per il social network, svincolato dal browser Internet e che permette di restare sempre collegati con i propri contatti. Per ora è installabile solo dagli utenti di Windows 7, ma all'orizzonte si profila una versione anche per Mac OS X.
Facebook diventa un'applicazione, svincolata dal browser web. La società fondata da Mark Zuckerberg ha infatti appena rilasciato ufficialmente "Facebook Messenger for Windows": si tratta di un software client per il popolarissimo social network che permette di restare sempre collegati con i propri contatti, indipendentemente da ciò che si sta facendo. Una prima presentazione dell'applicazione, in realtà, c'era già stata lo scorso dicembre quando una versione non definitiva del programma fece capolino in Rete. "Facebook Messenger for Windows", installabile unicamente dagli utenti che dispongono di Windows 7, viene però ora lanciato in tutto il mondo attraverso questa pagina.
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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Marzo 2012 18:42 |
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Sabato 03 Marzo 2012 18:47 |
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Che Apple stesse lavorando per introdurre propri dispositivi in settori per essa nuovi come quelle delle televisioni lo abbiamo visto in più riprese ed ormai la diamo come notizia assodata, ma che l’azienda di Cupertino voglia entrare anche nel settore automobilistico questo nessuno credo se lo aspettasse.
Vedendo però un recente annuncio di lavoro pubblicato in territorio cinese, l’azienda con sede a Cupertino sarebbe alla ricerca di un ingegnere automobilistico per un progetto al momento riservato. La pubblicazione risale a due settimane fa ed è stata inserita nella sezione Automotive LinkedIn e viene richiesta la figura professionale di ‘nuovo supervisore per l’integrazione tra i prodotti’ con esperienza in macchine a controllo numerico e pressofusione e stampaggio.
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Mercoledì 29 Febbraio 2012 18:33 |
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Disponibile solo in inglese e per iPad 2 con installato iOS 5.0, la nuova app eredita diverse funzioni dall’applicazione inclusa nella Creative Suite (livelli compresi), ma ne semplifica l’impiego per risultare di più facile approccio. E’ in vendita a 7,99 euro (anche per Android).
Nella cornice del Mobile World Congress di Barcellona, Adobe ha ufficialmente annunciato la disponibilità dell’App Photoshop Touch per iPad. Ma, precisa l’azienda, può girare solo sulla seconda generazione del tablet Apple e solo con sistema operativo iOS 5.
Parte dell’offerta Touch Apps come già Adobe Ideas, il nuovo Photoshop “mobile” eredita diverse funzioni dalla versione che è parte della Creative Suite per consentire di modificare le immagini, di combinarle tra loro, di applicare effetti e di lavorare con i livelli. Inoltre, consente di esportare tali immagini all’interno di Photoshop CS per un ulteriore ritocco. Ma non solo, Photoshop Touch include anche alcune funzioni dedicate alla condivisione delle foto per una veloce pubblicazione su Facebook oppure su Creative Coud, il servizio di storage che Adobe ha avviato la scorsa estate e che in questi mesi sta rendendo disponibile a livello mondiale.
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Lunedì 27 Febbraio 2012 19:02 |
Due dei primi dispositivi che sono stati presentati al Mobile World Congress che si è aperto nella giornata odierna a Barcellona sono stati lo smartphone Ascend D ed il tablet Mediapad 10 di Huawey, produttore che si sta preparando a gettarsi nella sfida con i più grandi produttori di smartphone e tablet a livello mondiale attraverso il primo di una serie di dispositivi che potrebbero ritagliarsi un importante spazio sul mercato.

Il primo modello di smartphone prende il nome di Ascend D che porta con se grandi aspettative viste anche le caratteristiche tecniche messe in gioco da Huawey le quali risultano davvero importanti, il dispositivo infatti è dotato di processore da 1,5 GHz quad-core CPU, fotocamera posteriore da 8 megapixel, display 720p e molte altre componenti che rappresentano il top della loro gamma.
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Scritto da Redazione
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Lunedì 27 Febbraio 2012 18:57 |
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Questo avvicinarsi alla primavera ci porta delle temperatura più miti e che si preparano a quella che sarà la bella stagione di questo anno 2012. Incomincerà a far caldo anche nel mercato tablet che sta per essere invaso dai protagonisti principali di questo anno.
Fra pochi giorni, precisamente il 7, potrebbe essere presentato il nuovo tablet Apple, l’iPad 3. Quest’anno Apple sarà la prima ad ufficializzare il proprio nuovo dispositivo, mentre gli avversari avranno anche lo svantaggio di rilasciare i loro prodotti post uscita del nuovo iPad. Uno dei primi avversari del tablet Apple potrebbe essere un nuovo progetto molto atteso, il Nexus Tablet, ovvero la tavoletta made in Google.
Che Google volesse rilasciare un proprio tablet come è avvenuto in precedenza per gli smartphone, non è notizia nuova, si vocifera di tale notizia già diversi mesi. Ora sembra che il progetto potrebbe vedere la luce nel mese di aprile. Il Nexus tablet potrebbe avere un display da 7 pollici con risoluzione 1280×800 pixel, ovviamente il sistema operativo Android Ice Cream Sandwich,e l’intenzione di Google è quella di seguire le strategie di Amazon e del proprio Kindle Fire, andando a proporre un dispositivo con prezzo molto aggressivo. Il prezzo di lancio del Nexus Tablet dovrebbe aggirarsi intorno ai $199, ovvero circa €150. Questo farebbe presagire che l’hardware possa non essere dei migliori, resta da capire se questo progetto è stato fatto più per contrastare l’iPad di Apple o il Kindle Fire di Amazon, avversario scomodo anche se dotato del sistema operativo Android. |
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Scritto da ERNESTO ASSANTE
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Lunedì 27 Febbraio 2012 18:07 |
Non solo colossi americani: a colonizzare il web ci sono anche progetti nati in Italia. È il caso di Spreaker, piattaforma web e mobile che permette di creare podcast sia in diretta che in differita e di condividerli sul web e su tutti i più importanti social network in modo semplice e gratuito. Il progetto nasce a Bologna da un gruppo di giovani che hanno voluto sviluppare un'applicazione web che potesse dare a tutti la possibilità di esprimersi in modo gratuito, utilizzando l'audio come mezzo di espressione delle proprie idee, passioni ed esigenze di comunicazione. I ragazzi di Spreaker sono in tutto sei. Tonia Maffeo, community manager, e la responsabile editoriale Laura Gramuglia, hanno seguito a ruota i quattro fondatori iniziali, e oggi raccontano: «All’inizio c’erano Francesco Baschieri e Daniele Cremonin, due ingegneri elettronici con la passione per la comunicazione, e poi Marco Racucci e Rocco Zanni, due sviluppatori. C'era uno spazio libero e ampio per l'audio in rete e loro hanno pensato di creare uno strumento che consentisse a tutti di poter andare online senza scaricare un programma, senza particolari conoscenze tecniche, come scrivere un post, fare un blog. L'idea era quella di mettere a disposizione di tutti un ventaglio di opportunità ampio, per registrare una sola frase, un tweet audio, o per fare un podcast più lungo o addirittura una radio. Poter dire quello che si vuole in qualunque momento».
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Scritto da VALERIO MACCARI
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Lunedì 27 Febbraio 2012 17:58 |
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Altro che terra di libertà, il web. Piuttosto, è un regime di spie. Dove le grandi compagnie tracciano i comportamenti degli utenti, per "rivenderli" meglio alle agenzie pubblicitarie. È questa l’impressione che suscitano gli ultimi scandali che hanno travolto la rete. Due scandali con un solo protagonista: Google. Beccata a spiare gli utenti del browser di Apple, prima, e di quello di Microsoft poi. A dare luce allo scandalo è stata un’inchiesta del Wall Street Journal. Il giornale di Murdoch, su segnalazione del ricercatore di Stanford Jonathan mayer, ha dimostrato che il motore di ricerca ha aggirato per un periodo indefinito di tempo le impostazioni di privacy del browser Safari di Apple, correntemente installato sui milioni di Mac, iPhone e iPad della compagnia, per raccogliere illegalmente dati sulla navigazione degli utenti. Per raggiungere questo obiettivo, il motore di ricerca, secondo la ricostruzione del quotidiano newyorchese, avrebbe messo a punto un "trucco" informatico semplice ma geniale. Le impostazioni di sicurezza del browser Apple prevengono automaticamente l’installazione da parte di agenzie pubblicitarie e terzi dei famigerati cookies, dei piccoli file che possono raccogliere dati sull’attività di navigazione. Proprio per questa particolarità, Google, prima dell’esplosione dello scandalo, assicurava ufficialmente agli utenti di Safari che non erano tracciati. E che quindi non avevano bisogno di fare l’optout, ovvero di inviare una richiesta al motore per essere esclusi dalla raccolta di dati a scopo pubblicitario.
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Scritto da Redazione
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Sabato 25 Febbraio 2012 18:59 |
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In attesa di vedere il nuovo progetto relativo alla televisione di Apple iTV che dovrebbe vedere la luce nel corso del 2012 e che fra le molte novità che dovrebbe introdurre potrebbe permettere di utilizzare i propri dispositivi iOS come dei telecomandi, abbiamo la possibilità di eseguire già ora quest’ultima funzione attraverso l’accessorio Voomote Zapper.

Questo nuovo accessorio, a differenza di altri similar già rilasciati, non richiede un ricevitore IR esterno. Lo Zapper si connette direttamente al vostra dispositivo attraverso il connettore dock 30 pin , e non richiede batterie utilizzo di batterie esterne, vediamo nel dettaglio le caratteristiche del Voomote Zapper.
L’accessorio attraverso l’uso combinato con l’applicazione dedicata chimata Zero1.tv va a trasformare il vostro dispositivo iOS che sia iPhone, iPod Touch ed iPad in un telecomando universale che permette di controllare diversi dispositivi quali HDTV, Blu Ray o DVD Player, e una miriade di altre apparecchiature home theater.
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Scritto da Redazione
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Venerdì 24 Febbraio 2012 19:22 |

Il Mobile World Congress che si terrà fra pochi giorni sarà una fucina di nuovi dispositivi smartphone, le maggiori case produttrici hanno in serbo la presnetazione di almeno un modello e l’evento sarà l’occasione per vedere alcuni avversari del prossimo iPhone 5.
LG Electronics non vuole essere da meno ed attraverso un comunicato ufficiale ha già rivelato che durante l’evento verrà presentato il nuovo Optimus 3D Max. Il nuovo smartphone sarà dotato di un processore dual-core da 1.2 GHz dual-core il quale fornira la potenza alle performance di un display da 4,3 pollici WVGA 3D che realizzato con tecnologia Corning di Gorilla Glass.
L’Optimus 3D Max avrà in dotazione 1GB di memoria RAM, ed 8GB di memoria interna, inoltre potrà contare su una fotocamera da 5-megapixel 3D. La disponibilità iniziale presenterà un sistema operativo Android 2.3 Gingerbread, viene però promessa una compatibilità successiva Ice Cream Sandwich.
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Scritto da VALERIO MACCARI
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Giovedì 23 Febbraio 2012 19:01 |
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Contenuti originali, per la precisione sitcom da mezz’ora, per sconfiggere l’iPad e conquistare un mercato che già vale più di 31 miliardi di dollari. E’ l’ennesima sfida di Jeff Bezos, patron della Amazon.com, alle prese con l’imbarazzante e imprevista debacle dell’utile operativo 2011 che è sceso bruscamente a 862 milioni di dollari, mentre nel 2010 era stato di 1,41 miliardi (39%). Amazon insomma non si arrende, e dopo i risultati non del tutto lusinghieri raccolti dal Kindle Fire, il suo primo tentativo nel mondo dei tablet, si prepara a rivedere la sua strategia, nel tentativo di strappare quote di mercato alla concorrente Apple. Il cui iPad continua ad essere il dominatore assoluto della scena: nonostante il numero sempre più elevato di concorrenti, la tavoletta di Apple anche nell’anno appena concluso è stata di gran lunga la più venduta, catturando il 57,6% è il dato di Strategy Analytics – della market share. Ben più modesti i risultati raggiunti dal Kindle Fire di Amazon. Straordinariamente economico – negli Stati Uniti si può avere a meno di 200 dollari, un prezzo che ha fatto sospettare più di un’analista che la Amazon realizzi una piccola perdita per ogni tablet – il Fire è stato salutato da molti appassionati come il possibile "iPad killer". Ovvero, il tablet che in grado di porre fine al predominio della "tavoletta" della casa di Cupertino. Anche perché, oltre all’economicità, il dispositivo poteva contare su altre frecce al suo arco. Come un sistema operativo robusto e diffuso, Android di Google, un negozio di applicazioni online, l’Amazon AppStore, e un’inedita integrazione con tutti i servizi web di Amazon. Che, pur avendo iniziato come semplice venditrice di libri (quelli di carta) online, adesso è uno dei giganti dell’hitech dal business più diversificato. Teorica della "lunga coda", la strategia di business che punta a trarre profitto impegnandosi nel massimo numero di nicchie possibili, Amazon ha man mano aggiunto settori di attività, lentamente aumentando i propri profitti. E adesso può affiancare all’eCommerce e alla vendita di ebook anche una piattaforma cloud (l’Amazon Web Services) estremamente evoluta, oltre che la vendita e l’affitto di brani musicali, di film e di show tv.
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Scritto da STEFANO CARLI
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Giovedì 23 Febbraio 2012 18:44 |
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Sette acquisizioni negli ultimi 7 anni (e il settimo, il 2012, è appena iniziato): così Populis ha costruito, un passo dopo l’altro, la sua scalata delle classifiche dei portali di news online in ben 13 diversi mercati. Oggi i suoi numeri dicono che i suoi vari brand in Rete assommano complessivamente 35 milioni di utenti unici al mese e un fatturato, fatto esclusivamente di raccolta di pubblicità online, di 58 milioni di euro nel 2010. I dati 2011 non vengono ancora resi noti ma, visto che negli ultimi 7 anni è cresciuta in media del 40% l’anno e che il mercato della pubblicità digitale l’anno scorso non ha rallentato, si può immaginare che si trovi al momento ben oltre i 70 milioni. E tutto questo è opera di due imprenditori italiani, Luca Ascani (oggi presidente) e Salvatore Esposito (l’attuale ceo) che dentro la Rete sono partiti già a fine anni Novanta e dentro la Rete sono cresciuti fino alla realtà di oggi: forse una delle maggiori Internet Company made in Italy, realmente globale come la Rete e che nel 2010 ha avuto il riconoscimento del Red Herring Award Europe per le società a più rapida crescita. Il nome Populis non è forse tra i più noti ma è il marchio comune, la holding. In ogni paese questo gruppo, quartier generale a Dublino, sedi a Roma, Milano. Più noti sono i marchi con cui opera sui diversi mercati nazionali. In Italia l’insieme dei tre portali Blogo, Blogosfere e Excite fanno 5,8 mlioni di utenti unici al mese, che li colloca al terzo posto nella classifica dei portali di news online, alle spalle di Repubblica.it e Corriere.it.
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Scritto da Redazione
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Mercoledì 22 Febbraio 2012 19:22 |
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I dispositivi con sistema operativo iOS ad essere diventati dei punti fermi del mercato per le funzioni di divertimento e gaming che offrono sempre in miglior modo, vengono utilizzati anche per degli scopi più sociali ed utili, permettendo in molti casi la semplificazione di particolari procedure o funzioni a chi è affetto da handicap o problematiche particolari.
I ricercatori della Georgia Tech hanno sviluppato una nuova applicazione davvero interessante, che permette di scrivere sul proprio dispositivo utilizzando i linguaggio Braille. Finora si era vista un applicazione simile per quanto riguarda i tablet, mentre ora questi ricercatori sono stati in grado di portare questa metodologia di scrittura anche sul piccolo schermo dell’iPhone.
L’applicazione prende il nome di BrailleTouch ed ha come funzionamento l’utilizzo di sei tasti per l’input delle lettere utilizzando il sistema di scrittura Braille, andando a confermare ogni lettera inserite attraverso un sistema audio.
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Scritto da Redazione
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Mercoledì 22 Febbraio 2012 19:16 |
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Una delle notizie più importanti riguardanti la sicurezza, uscite in questi ultimi giorni, riguardano il gigante dei motori di ricerca Google che andrebbe a controllare come una “spia” le navigazioni degli utenti con dispositivi con sistema operativo iOS attraverso il browser safari mobile.
La questione non è delle più piacevoli. in quanto Google va a tracciare i dati di navigazione internet degli utenti a loro insaputa, per ottenere maggiori info e proporre dei propri servizi customizzati in base alle ricerche dell’utente stesso. Oggi andremo a vedere come andare a disabilitare il tracking di Google direttamente dai nostri dispositivi mobili iOS.
La motivazione ufficiosa che spinge Google ad eseguire questa tracciatura è quella di proprorre ai vari utenti dei servizi pubblicitari a mezzo banner che sia calibrati in base al tipo di ricerche che l’utente effettua. Quindi se noi andiamo a ricercare delle case, telefoni o quant’altro, Google ci restituirà come banner pubblicitari nelle pagine che visitiamo degli annunci contestualizzati alle nostre ricerche.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2012 19:20 |
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Scritto da Redazione
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Mercoledì 22 Febbraio 2012 19:12 |

Le voci riguardanti il rilascio di un televisore Apple si susseguono ciclicamente, anche se nessuna conferma ufficiale è ancora arrivata circa l’effettivo rilascio di un dispositivo simile entro questo la fine di questo anno 2012. bisognerà quindi capire se Apple è realmente intenzionata ad entrare in un mercato molto affollato di produttori e dove imporsi risulta molto difficile.
Questo a mneo che l’azienda di Cupertino non si presneti con un dispositivo in grado di possedere caratteristiche che nesssuna concorrenza può offrire. Finora il progetto Apple TV non è mai stato preso seriamente in considerazione da Apple, è rimasto un dispositivo con altissimo potenziale ma sfruttato come “hobby” dalla società che non ha mai investito tempo e risorse per ampliarne gli utilizzi. Ma cosa succede se la televisione di Apple fosse il prossimo passo?
Apple ha bisogno di offrire qualcosa che non solo non può essere trovato nel mercato della televisione, ma anche qualcosa che non può essere raggiunto semplicemente agganciando una scatola di 99 $ ad un televisore esistente, deve essere qualcosa che va oltre la Apple TV.
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Scritto da Redazione
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Sabato 18 Febbraio 2012 18:16 |
Secondo il Wall Street Journal, Google avrebbe aggirato le norme della privacy per registrare il traffico e i dati di milioni di persone
Aggirare le norme della privacy per registrare il traffico e i dati di milioni di persone. Google l'ha fatto: ha spiato gli internauti che navigano sul web attraverso Safari, il navigatore della Apple.
A lanciare la pesantissima accusa è stato il Wall Street Journal precisando che il colosso statunitense di internet e altre imprese di pubblicità sono ricorsi ai codici di programmazione speciali, nascosti all'interno delle istruzioni di Safari, per monitorare e registrare milioni di utenti di Apple.
Secondo il quotidiano americano, Google avrebbe disattivato tali codici dopo essere stato contattato dallo stesso Wall Street Journal. In un comunicato pubblicato alla testata, il gruppo si è difeso dall’accusa di aver violato la vita privata degli internauti: "Questi cookies non raccolgono informazioni personali". Da parte sua, un funzionario di Apple ha fatto sapere che il gruppo sta "lavorando per far cessare" questa pratica. Safari è il navigatore più usato sui telefoni multifunzione, grazie al successo dell’iPhone. L’intrusione di Google è stata scoperta da un ricercatore dell’Università di Stanford, Jonathan Mayer, e confermata in modo indipendente da un ingegnere consultato dal Wall Street Journal.
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 15 Febbraio 2012 08:32 |
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le sfide tecnologiche del 2012
Google e Facebook pensano al telefonino, Amazon alla iTv, Apple studia il mini iPad: sarà guerra di tutti contro tutti
Se il 2011 sarà ricordato come l'anno in cui Steve Jobs se n'è andato, il 2012 è atteso come un banco di prova decisivo per il suo successore e i suoi rivali: riuscirà il nuovo ceo di Apple, Tim Cook a soddisfare le aspettative dei fan della Mela continuando a sfornare prodotti «cool»?
Avrà successo l'Ipo di Facebook, che può essere la più grande nella storia dell'hi-tech e dare al fondatore Mark Zuckerberg le risorse per fare un proprio telefonino? Anche Amazon.com lancerà un proprio smartphone, dopo magari aver conquistato il primato nelle vendite dei tablet con il suo Kindle Fire? E che cosa farà Google con Motorola?
Lotta continua Una cosa è certa, le quattro star tecnologiche più popolari fra i consumatori saranno sempre più aggressive nello sfidarsi invadendo campi considerati fino a ieri riservati al business dei rivali (i trend vincenti del 2012). Così per esempio Google+ cercherà di insidiare il primato di Facebook fra i social network, mentre Facebook forse competerà con Google come motore di ricerca. E per le stelle appannate come Microsoft, Nokia e Rim (BlackBerry) sarà l'anno per capire se possono tornare a brillare o se devono rassegnarsi al declino .
Il primo appuntamento per l'industria globale degli smartphone - e in generale per tutti i prodotti dell'elettronica di consumo - è in programma questa settimana, dal 9 al 13 gennaio a Las Vegas per l'annuale Consumer electronics show (Ces). Ad aprire la kermesse sarà il ceo di Microsoft Steve Ballmer, che forse presenterà la versione americana di Lumia, la nuova serie di telefonini Nokia basati sul sistema operativo Windows, ovvero l'alternativa Nokia-Microsoft ai sistemi dominanti iOS (Apple) e Android (Google). Per il marketing di questi smartphone negli Usa Microsoft spenderà 100 milioni di dollari insieme a Nokia e all'operatore di telefonia cellulare AT&T mobility, secondo il blog BetaNews: una grande scommessa sulla percorribilità della «terza via».
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